Niente di nuovo

Bonzo

Niente di nuovo. In guerra, come esiste una terra di nessuno, sulla quale accadranno eventi luttuosi, così esiste un tempo di nessuno, durante il quale stan maturando fatti dolorosi.

Urla il vento, soffia la bufera

Cantòira

Procedo alla compilazione delle schede individuali degli aderenti al Partito Comunista. Dalla radio ascolto la Ridda dei folletti di Bazzini, nell’interpretazione di Ferraresi e la Sinfonia Haffner di Mozart diretta dal grande Bruno Walter. Dopo poco, a Cantòira, davanti ad un pubblico costituito da partigiani e da valligiani, pronunzio queste parole:

Le Armate Rosse Vittoriose

Oggi il rombo formidabile dei cannoni della Piazza Rossa, le festose campane del Cremlino, gli inni e le marce delle Repubbliche Socialiste Baltiche e di tutte le altre Repubbliche Sovietiche e il possente grido della gloriosa Armata Rossa annunziano la caduta dei principali baluardi tedeschi. Un’altra volta le campane del Cremlino e i cannoni dell’Esercito Russo annunziarono la liberazione dall’invasione del militarismo europeo, inneggiando alla disastrosa ritirata di Napoleone. Oggi il lirico presagio del poeta bolscevico Aleksandr Block si è avverato. Oggi le maree invincibili dell’Armata Rossa travolgono nei loro flutti i nemici di ogni pace e di ogni libertà. Tutti gli eroici combattenti, dai Marinai del Baltico, agli indomabili Aviatori, dai Fanti tenaci, agli irrefrenabili Carristi, ai laboriosi Genieri, dilagano nelle plaghe e tra le fumanti macerie dei villaggi, delle fortificazioni, delle città sconvolte dal disordine e dalla rabbia del nemico battuto. Noi, compagni e fratelli di così grandi Soldati, a loro uniti dalla fede nella Ragione e dalla lotta per la Libertà, vogliamo che tutta la nostra gioia sia oggi di sprone alla nostra azione futura.

Viva l’Armata Sovietica! Viva il Proletariato Vittorioso! Viva gli Alleati!

Mili Paulatim”.

Dopo queste mie parole (roboanti e retoriche), i partigiani intonano, su una melodia russa divenuta famosa, il Canto del Partigiano Italiano, in prima esecuzione della Val Grande:

Urla il vento, soffia la bufera,

scarpe rotte, eppur bisogna andar:

conquistar la bella primavera

dove sorge il sol dell’avvenir.

Ogni contrada è patria del Ribelle,

ogni donna a noi dona un sospir,

nella notte ci guidano le stelle;

forte il cuore e il braccio nel colpir.

Se ci coglie la crudele Morte,

Dura vendetta sarà del Partigian.

Ormai sicura è la brutta sorte

Di quei vili che tutti noi cerchiam.

Tace il vento. Cessa la bufera.

Torna a casa il fiero Partigian,

sventolando l’Itala Bandiera,

vittoriosa: – Alfin liberi siam!!!”

La cellula comunista

Cantòira

Si svolge la prima riunione della cellula comunista, fondata sul momento e alla quale io aderisco. Tengo un breve discorso sull’abolizione della grande proprietà privata e sulla conservazione della piccola proprietà, in vigore nell’U.R.S.S.. Alle 20, insieme al compagno comunista Spartaco, celebro l’anniversario della caduta del Fascismo. I miei vecchi amici disapprovano la mia partecipazione all’attività comunista.

Comando di brigata

Cantòira

Si riunisce a mezzogiorno il comando di brigata. Discutiamo i problemi della nostra formazione, sorti dalle nostre prime esperienze. Mi trovo in contrasto con tutti i compagni genovesi e con Filiberto Rami… Anche Mario, il mio diletto amico Mario Giolli, mi è contrario date le sue simpatie per la monarchia costituzionale. Solo Gino, che forse è un ebreo, sostiene efficacemente le dottrine socialiste e repubblicane, che collimano con le mie idee. Da parte mia, al liberalismo economico e capitalistico contrappongo la repubblica socialista, ispirata al naturalismo e al panteismo e organizzata secondo seri canoni morali. Durante la riunione, ho incontrato per la prima volta il commissario politico della Divisione, Paolo. E’ Antonio Giolitti, nipote del famoso ministro Giovanni Giolitti. E’ un bel giovane, alto, bruno, dagli occhi neri molto espressivi, dai neri capelli ondulati, molto distinto. Parla con estrema proprietà di linguaggio, rivelando fin dalle prime parole un autocontrollo e una cultura non comuni. Mi dicono che ha studiato alle università di Oxford e di Parigi e che è un esperto di problemi politici ed economici.

Sognando Roma

Bonzo

A Bonzo, è tornata la signora Munno accompagnata dalla figlia. La mamma di Filiberto ci offre pranzo e cena. Filiberto manifesta apertamente la sua affezione per me e Griša non perde l’occasione per manifestare le sue idee politiche di tendenza repubblicana e socialista. Io sto sognando… penso a M. e progetto di trasferirmi a Roma, a guerra finita, con il buon Griša come scudiero… Salutiamo con affetto e riconoscenza la signora e la signorina Munno e torniamo con Filiberto alla villa, ove andiamo a riposare alle 23,30.

Guerra civile in Germania?

Bonzo

Secondo radio Londra, sarebbe scoppiata in Germania la guerra civile. Hitler, Goering e Dönitz hanno lanciato proclami. Nell’assenza del generale von Keitel, alcuni generali germanici, già destituiti da Hitler, avrebbero formato un governo contrario al Führer. I Russi avanzano verso Varsavia, dopo aver raggiunto Leopoli e Brest Litovsk. La loro avanzata prosegue in direzione di Przamysl ed è giunta a 14 Km dalla frontiera prussiana.