Montiamo la guardia

Bonzo

Alle 9, faccio un bucato. Alle 12, pranzo: carne, formaggio, pomidoro e ciliegie. Alle 14 ci trasferiamo nella villetta, nostra abitazione saltuaria. Poco dopo, Mario e io montiamo la guardia presso la strada. Ho portato con me Sapho, dalle cui pagine leggo:

Puis, plus rien. C’est fini, la bête est morte… Une bise froide se lève, froisse les branches, apportant l’écho d’une heure lointaine…

Leur dernière action en commun, cette charité de tout à l’heure, leurs mains une dernière fois liées autour de ce petit corps moribond…

Scrivo: E’ necessario che la futura organizzazione civile sia affidata a uomini in possesso di una profonda conoscenza e coscienza umana e che abbiano una grande capacità di sentire, e non di rubare. Alle 16, di guardia con Rami.

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Il partigiano russa

Cantòira Bonzo

Mi sveglio in anticipo a causa dei topi e del russare “organistico” di un partigiano savonese. A pranzo: latte, pane e burro. Scrivo una lettera a mamma, papà e Lauretta e anche a Liliana. Dopo un buon caffè arricchito di burro, ritorno alle 22,30 da Cantòira a Bonzo.

Ciliegie

Bonzo

Alle 9, faccio toilette, barba compresa (m’era cresciuta molto). Continuo la lettura di Sapho. Alle 14,30 “pranziamo” a base di ciliegie. Con la sabbia, su una sponda del fiume, faccio una statua abbastanza rassomigliante a M. Sono arrivate la signora Lunghi, mamma di Ernesto e Lorenzo, e la signora Crosa, mamma di Gegi Parodi. Queste ci danno buone notizie di Miki e della signora Cassandra sua madre, e ci consegnano alcuni pacchi, uno dei quali mi è inviato dai miei cari, tramite la signora Cassandra. Nel mio, trovo, tra l’altro, il “Manuale – Prontuario Medico” del Dottor Alfredo De Carolis già appartenuto a mio nonno Emilio Viotti, medico chirurgo. Alle 19,30 ceno con Griša, a Cantòira. Alle 22, ritirata a Bonzo. Notte turbata dalla presenza di topi.

I Russi a Pinsk

Bonzo

Il tempo è sempre bello. Continuo la lettura di “Sapho”, raggiungendo p. 200, alle 11,30. Alle 14,30 pranziamo con minestra, carne lessa, pomidoro e formaggio. Alle 18,30, cena con pasta asciutta al burro, carne e formaggio. Insomma, ci sembra d’essere in villeggiatura e quasi ci dimentichiamo di trovarci in una situazione non certo tranquilla. Vado a Mottùra con la speranza di avere notizie da casa. Da radio Londra apprendiamo che i Russi hanno occupato Pinsk. Alle 23, ritirata, a Bonzo.

Rombo di aerei

Bonzo

E’ una splendida giornata. Ci stendiamo su un prato a prendere il sole. Continuo la lettura di “Sapho”, mentre in lontananza s’ode il rombo di aerei tedeschi. Nel pomeriggio ritiro le scarpe, finalmente riparate. Alle 19,30, dalla radio, nessuna notizia significativa. Dopo una passeggiata notturna, ci ritiriamo alle 22,30.

Si suona e si balla

BonzoCantoira

Ci rechiamo da Bonzo a Cantòira, ove incontriamo la mamma e la sorella di Filiberto Rami, che ci invitano a pranzo. Successivamente Mario e io suoniamo il pianoforte della trattoria, abbandonandoci all’improvvisazione. Segue un ballo che si conclude con la partenza della signora Munno e della sua figliola. Ad esse affido una lettera che, in fretta e furia, ho scritto ai miei cari, pregandole di spedirla per posta da Torino. Alle 19, cena e ballo. Alle 24,30, ritirata a Bonzo.

La decade

Bonzo

Martedì, a Bonzo, in mattinata, vado dal parrucchiere e dal calzolaio per ritirare le scarpe che, però, non ha ancora riparate. Quindi, a Cantòira incontro Gegi Parodi, verso le 12,30; porta buone notizie dei amici. Alle 13, pane e ciliegie. Continuo la lettura di “Sapho”, fino a pag. 68. Alle 18, pane e riso. Per la prima volta (e anche per l’ultima!) ricevo la decade: 90 lire! Sono arrivate a Cantòira la mamma e la sorella di Filiberto Rami (Riccardo Munno). Alle 22, torniamo nel nostro alloggio di Bonzo.