Comando di brigata

Cantòira

Si riunisce a mezzogiorno il comando di brigata. Discutiamo i problemi della nostra formazione, sorti dalle nostre prime esperienze. Mi trovo in contrasto con tutti i compagni genovesi e con Filiberto Rami… Anche Mario, il mio diletto amico Mario Giolli, mi è contrario date le sue simpatie per la monarchia costituzionale. Solo Gino, che forse è un ebreo, sostiene efficacemente le dottrine socialiste e repubblicane, che collimano con le mie idee. Da parte mia, al liberalismo economico e capitalistico contrappongo la repubblica socialista, ispirata al naturalismo e al panteismo e organizzata secondo seri canoni morali. Durante la riunione, ho incontrato per la prima volta il commissario politico della Divisione, Paolo. E’ Antonio Giolitti, nipote del famoso ministro Giovanni Giolitti. E’ un bel giovane, alto, bruno, dagli occhi neri molto espressivi, dai neri capelli ondulati, molto distinto. Parla con estrema proprietà di linguaggio, rivelando fin dalle prime parole un autocontrollo e una cultura non comuni. Mi dicono che ha studiato alle università di Oxford e di Parigi e che è un esperto di problemi politici ed economici.