Nello Stura

CantoiraChialamberto

Faccio un bagno nelle fresche acque dello Stura, insieme a Gegi Parodi. Ne approfitto per lavarmi i panni. La sera, cena e il solito ballo dei miei amici. Verso le 20, ci separiamo dai militaristi del gruppo (Miki, Gegi e… Rami!). Io (Paulatim), Mario Giolli (Sangallo), Ernesto (Harbig) e Lorenzo Lunghi (Licò) ci spostiamo in corriera a Chialamberto, ove, dopo uno spuntino, riusciamo a dormire in un letto “vero” e sopra un materasso “vero”.

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I nostri cari papà

Losa

Mentre eravamo a Piano Audi, un partigiano mi consegnò un biglietto sul quale mio padre aveva scritto : “Emilio Grimaldi,  Ernesto Lunghi, Enzo Lunghi / Harbig[1] – Siamo al blocco a Losa. Vi attendiamo con permesso vs/ Superiori – Mario – Nino”. Giunti al posto di blocco, scorgiamo da lontano due figure d’uomini che camminano con una certa fatica. – Sì, sì, sono loro ! Sono i nostri cari papà … – Dopo un lungo abbraccio, i nostri genitori ci raccontano la loro odissea per rintracciarci, continuamente controllati da posti di blocco fascisti e partigiani, ai quali, alternativamente il papà mostra documenti che lo autorizzano all’acquisto di legname per conto della ditta Baglietto di Varazze, o comunica i nostri nomi, facendo sempre riferimento a Miki, ben noto in tutta la zona. Rinviati da una località all’altra, hanno dovuto compiere marce estenuanti e pazienti ricerche. A pranzo il papà mangia pochissimo e ha un aspetto sofferente. Alla fine della consumazione, dopo una crisi di acuti dolori allo stomaco, si sente un po’ meglio. Conversiamo sulla situazione militare nell’Italia settentrionale, sulle notizie trasmesse da radio Londra, sulle prospettive dell’andamento della guerra, sui nostri parenti e amici lontani. Ed è già il momento del distacco. Accompagniamo i nostri cari fino al posto di blocco di Losa, li abbracciamo fortemente e li seguiamo con lo sguardo fino a quando scompaiono… Avrò sempre presente quel dolorosissimo commiato dai nostri Padri, un giorno valorosi atleti e oggi generosi e teneri nostri fratelli maggiori che con le parole e con l’esempio suscitano in noi forza e speranza. – Addio, Papà ! Lascia che pianga su quel distacco, sulle tue sofferenze, sulla tua  tormentatissima fine prematura, dopo però aver assaporato le gioie della Liberazione e del mio ritorno. La tua sacra memoria sarà sempre per me un incitamento ad affrontare e a superare le avversità quotidiane e a conservare la forza per sopportare tutti i dolori.


1 Soprannome di Ernesto Lunghi, in ricordo del celebre corridore tedesco. Il nome di battaglia di suo fratello Enzo è Licò.