Il partigiano russa

Cantòira Bonzo

Mi sveglio in anticipo a causa dei topi e del russare “organistico” di un partigiano savonese. A pranzo: latte, pane e burro. Scrivo una lettera a mamma, papà e Lauretta e anche a Liliana. Dopo un buon caffè arricchito di burro, ritorno alle 22,30 da Cantòira a Bonzo.

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