Mario Giolli torna in Italia

Bonneval-sur Arc, Hotel des Evettes

Durante la notte, Miki, armato di mitra, ha dormito per terra, sdraiato davanti alla porta della mia cameretta, che ha chiuso a chiave dall’interno. Verso le 11, viene Griša, accompagnato dall’infido Boni. Regalo a Griša un paio di calzoni. Alle 14, mangio un pezzo di pane e un’orribile minestra (acqua, patate crude e un pezzetto di carne durissima). Il buon Griša, dopo un po’, mi porta un altro pezzo di carne lessa, mangiabile. Sfogliando una grossa rivista francese, mi colpiscono alcune belle illustrazioni raffiguranti castelli, palazzi, chiese gotiche. Apprendo con dolore che Mario Giolli, non volendo lavorare per i Francesi a Lanslebourg, è stato costretto a tornare in Italia, senza potermi salutare. Mi riprometto di scrivere alcune considerazioni sul duro trattamento riservato dai maquis (F.F.I.) nei confronti dei partigiani italiani.

Combattimenti a Cantoira

Forno

Mi sveglio alle 8. Mi comunicano che i nostri sono impegnati in combattimento nella zona di Ceres – Procaria – Fe – Cantoira. Giungono nel mio ospedaletto una quindicina di Patrioti feriti. Alla sera, io, Mario Giolli, Griša, Pippetto, i due della polizia di Pessinetto e Nuccio ci consoliamo con una cenetta e una buona bevuta. Ernesto ed Enzo Lunghi, insieme a Rami e a Geggi, sono partiti per Chialamberto… La sera, sempre a letto, in albergo. Ho perso la scommessa con Rami: Torino non è ancora liberata.

Di nuovo a Forno

CantòiraForno

Dopo aver percorso a piedi il tragitto da Cantoira a Forno, Mario ed io, sfiniti, veniamo nuovamente invitati dal dottor Zucchetti e dal colonnello Rossi. Quest’ultimo ci regala altre 2 bottiglie di vino, 2 scatole di piselli, patate e salsa di pomodoro. Verso sera incontro Talin e Bologna, capo di stato maggiore partigiano, entrambi trattenuti in attesa di processo! Dopo aver salutato il dottor Zucchetti e il Colonnello Rossi, Mario Giolli rientra in “caserma”, mentre io, sofferente al piede, alloggio nell’albergo di Forno in una stessa camera con Griša , che mi fa da guardia del corpo… Ma, a causa della tremenda puzza di piedi del simpatico amico, costringo l’ex calzolaio ad abbandonare il letto accanto al mio e ad allontanarsi il più possibile sdraiandosi su una stuoia, presso la porta della camera.

Arrivano i Repubblichini

Ospedale di Richiardi

Giunge notizia che i Russi sono entrati in Jugoslavia. Ma, vicino a noi, i repubblichini hanno raggiunto Ceres e Pessinetto. Per consolarci un po’, io e Mario Giolli andiamo a bercene una butta e a mangiare un po’ di pane e formaggio. Dopo il frugale spuntino, accuso un forte mal di testa e… molto appetito. Scrivo a macchina alcuni dei presenti appunti. Per domani si prevede un attacco dei repubblichini. Ci prepariamo quindi a spostarci verso il confine francese. Alla radio ascolto la Patetica di Ciaikovsky. E, prima di dormire, facciamo una partita a scopone: io e Pippetto di Sturla contro Mario Giolli e Griša…

All’albergo Centro

Albergo Centro, Cantòira

Incontro la signora Munno con sua figlia, la signorina Elsa. Dopo un bagno ristoratore all’albergo Centro, pranzo insieme ai Munno, ai fratelli Zucchetti e a Griša. Durante il pomeriggio conversiamo su temi religiosi, teologici, estetici. Verso le 20, ceniamo sempre nello stesso albergo. Dalla radio apprendiamo le notizie della liberazione di Tolosa e di Tolone, in Francia. Alle 22, durante una passeggiata, esprimo ai fratelli Zucchetti le mie idee sul movimento romantico in Russia (Puskin, Gogol, Glinka). Alle 23, a letto, all’albergo Centro di Cantoira.

Arriva il cambio

Cima della Crocetta – Pialpetta

Ore 6. Un giovane maresciallo dei Carabinieri Reali, della nostra postazione, ci racconta le sua avventure, rievoca la morte di Papandrea e la fucilazione di diciotto Patrioti. Ha appena terminato il suo racconto, quando vediamo, a circa 200 m. sotto di noi, due valligiani che, ottenuto il consenso dei nostri, trasportano, legato ad un lungo palo, il sudario di un cadavere: quello del farneticante tenente medico della Leonessa, le cui bestemmie contro di noi sono cessate solo sotto i colpi della nostra unica mitragliatrice. Verso mezzogiorno ci viene dato il cambio. Io sono stremato. All’arrivo a Pialpetta, pranzo e mi corico. Vengono a trovarmi Griša e Zucchetti, per avere notizie dell’accaduto.