Altre sigarette

Chambéry

Aspetto, invano, di fare un bagno caldo contro i pidocchi.

L’ospedale mi passa 6 pacchetti di sigarette “Troupe”, che mi fumo, un po’ alla volta, con molto piacere.

Mi fa visita Niny, la partigiana di Lione, sempre in divisa maschile, grigioverde.

Arriva in ospedale André.

Le femmes de bordel

Chambéry

I pidocchi hanno ripreso ad infastidirmi.

Faccio la conoscenza di un dentista francese, di uno studente del 1°anno di Medicina e di Mademoiselle Paulette.

Nel pomeriggio, “femmes de bordel” fanno visita a un ricoverato che si chiama Émile, offrendo a tutti i degenti della camera sigarette “Camel” e “pinard” (vino).

Verso sera, un soldato marocchino mi ha cambiato alcuni biglietti da cento lire italiane in franchi francesi. Egli mi ha avvicinato con molto tatto, chie­dendomi se avessi moneta italiana.  La notte, quando fu completamente solo con me, avvolto nelle coperte del letto, cominciò a contemplare e ad accarezzare morbosamente i biglietti da cento lire, rivoltandoli freneticamente… Chissà cosa passava per quella mente…

Un nuovo incarico

Chambéry

La signora Vidal, moglie del direttore dell’ospedale, mi comunica:

On a demandé au Médecin de vous garder à l’Infirmerie, après la guerison. Il veut bien, mais à la condition de ne pas le dire trop autour de vous, de facon à ne pas soulever de protestations de la part de certains malades de l’Hôpital, plus ou moins favorables à la cause italienne“.

Di sera, un italiano (io), un francese, un marocchino e un indocinese par­liamo insieme cordialmente, in francese.

Ricevo l’incarico di misurare le temperature a tutti gli ammalati.

Miglioramenti

Chambéry

Alle 6, lasciano per sempre l’ospedale militare di Chambéry i miei cari amici Jean-Paul e Marcel.

La mia salute sta leggermente migliorando. Converso con Niny. Richiedo il certificato relativo alla mia posizione civile e militare.

Mi accorgo di non avere la scabbia, ma i pidocchi. Faccio un bagno caldo e consegno alla lavanderia dell’ospedale tutti i miei abiti per la disinfestazione. Mi danno una scatoletta di polvere antiparassitaria in dotazione nell’Esercito U.S.A., contro i pidocchi.

Il linguaggio amoroso

Chambéry

Leggero peggioramento del piede e dell’intestino. Vado dal barbiere. Un soldato dell’Armée d’Afrique mi da notizie sull’Italia, su Napoli, Roma e Firenze.

Jean-Paul mi svela “les languages de l’amour”:

Fleurs:

Narcisse: Quand te reverrai-je?               Pavot: Je ne suis pas libre

Paquerette: Je suis à toi.                            Violette : Amour caché

Rose blanche: Je ne veux pas.                 Rose : Je t’aime toujours

Giroflée: A’ bientôt                                       Rose eglantine: Je meurs de jalousie

Oeuillet: Oui                                                   Pensées: Pensez à moi.

Feuille: Non.                                                    Muguet: Amour éternel.

Papiers

Bleu: Je te veux à tout prix                        Blanc: Fiançailles

Rose: Amour pur et tenace                       Jaune: J’en aime une autre

Violet: Pensées du coeur                           Vert: Amour eternel.

Baisers

Creux(cavo) des mains: Adoration         Sur les oreilles: Folie d’amour

Dans les cheveux: Volupté                        Sur les joues (guance): Amitié

Sur le front: Protection                               Sur le menton: Amour passioné

Sur le nez: Moquerie (scherzo)                Sur le cou: Défit de passion

Sur les yeux: Amour terrible                     Sur la bouche: Je vous aime.

Timbres

Al cinema!

Chambéry

Chiedo alla segreteria dell’ospedale informazioni circa la mia situazione civile e militare.

Nel pomeriggio, esco con gli amici Jean-Paul, Dunoyer, M.Sublet e No-No. Visito sommariamente il centro di Chambéry: il Castello dei Savoia (l’esterno), il Monumento dei quattro Elefanti, i Portici. Andiamo al cinema L’Astrée, ove assistiamo alla proiezione del film La vieille fille con M. Hopkins e B. Davis. I miei compagni, all’uscita del cinema, mi offrono un buon chocolat e dei gâteaux. Finalmente una giornata lieta!

Qualche nota sullo spettacolo de L’Astrée: notevole il violinista Rubinov, dalla tecnica e dalla cavata eccellenti; belli i cartoni animati; molto interessante, commovente ed entusiasmante (nel finale) il documentario sulla liberazione di Parigi e su de Gaulle. Alle 18,30 esco nuovamente con gli amici francesi. Facciamo una nuova puntata nel centro di Chambéry, con nuova degustazione di chocolat e gâteaux. Fumiamo alcune cigarettes.

Alle 20,30 andiamo al Cinema Cattolico Le Foyer ove vediamo un documentario su San Francisco (U.S.A.), il film Tchin-Tchin con Sherley Temple e una bella rivista americana nella quale si esibiscono due marinai-ballerini.

Rientriamo in ospedale alle 22,30. Al cinema ho udito il tema del Balletto Egiziano di Luigini.

Le Calvaire

Chambéry

Stessa cura, sia per lo spirito che per il corpo. Mentre sto scrivendo queste righe, quattro amici francesi stanno giocando a carte… In lontananza, una nenia triste e monotona, incomprensibile nelle parole, ma eloquente nella sua melodia: è la canzone d’un soldato negro che ricorda la sua gente, la sua terra, le sue tradizioni. Espressione primitiva, ma commovente per il sentimento che la anima. Fuori dall’ospedale, dalle finestre che sono poste alle mie spalle, scorgo strane montagne che si perdono tra le nubi. Su una di esse è stata collocata una croce. La chiamano “le Calvaire”.

Abbassando lo sguardo su Chambéry, osservo che i tetti delle case sono molto diversi da quelli genovesi:

Mansart